Utili Inutili

Questa serie di sculture prende forma da una riflessione sugli antichi manufatti in bronzo del Luristan, testimonianze di una cultura capace di sviluppare un linguaggio formale straordinariamente complesso e visionario. Ciò che mi affascina di questi oggetti non è soltanto la loro qualità tecnica, ma soprattutto la loro ambiguità: molti di essi sembrano appartenere simultaneamente al mondo dell’utilità pratica e a quello del simbolo, del rito e dell’immaginazione.

Partendo da questa tensione, realizzo sculture che richiamano la presenza di strumenti o manufatti funzionali senza mai aderire completamente a una funzione riconoscibile. Le opere suggeriscono possibili utilizzi, evocano gesti e comportamenti familiari, ma resistono a qualsiasi definizione precisa. Lo spettatore è così invitato a confrontarsi con forme che appaiono immediatamente comprensibili e al tempo stesso enigmatiche.

Le composizioni si sviluppano attraverso geometrie ibride, elementi simmetrici e strutture organiche che oscillano tra il reperto archeologico e l’oggetto contemporaneo. Questa ambivalenza temporale genera uno spazio di incertezza in cui il passato e il presente si sovrappongono.

Le sculture sembrano provenire da una civiltà sconosciuta o da un futuro remoto, sospese tra memoria e invenzione.

Il lavoro indaga il modo in cui attribuiamo significato agli oggetti e come la funzione possa trasformarsi in narrazione. Attraverso forme volutamente inutilizzabili, l’opera introduce una dimensione ironica e speculativa che mette in discussione il nostro rapporto con il design, l’archeologia e la cultura materiale. Come accade di fronte a un reperto di cui si è perduta la funzione originaria, l’osservatore è chiamato a immaginare, interpretare e costruire nuove possibilità di lettura.

In questo senso, la scultura diventa uno strumento per esplorare il confine tra conoscenza e mistero, tra ciò che comprendiamo e ciò che continuiamo a proiettare sugli oggetti che ci circondano.

L’intera collezione è concepita per essere realizzata in materiale metallico ed è pensata come un corpus in continua evoluzione. Le opere che la compongono sono tuttavia realizzate in ceramica e successivamente trattate con uno smalto a finitura metallica, che ne amplifica la presenza materica e ne accentua la tensione tra oggetto industriale e reperto immaginario.